Pensa alla guida. All’inizio ogni azione è deliberata. Controllare lo specchietto. Trovare la marcia. Ricordarsi la freccia. Valutare lo spazio. Stai seguendo un elenco, e l’elenco si prende tutta la tua attenzione.
Poi a un certo punto, senza nessun giorno che tu possa indicare, l’elenco sparisce. Non stai passando i punti più in fretta. Hai smesso del tutto di passarli.
Quel passaggio è lo stesso che separa chi sa una lingua da chi la parla. E non ha niente di specifico delle lingue. È quello che succede a qualsiasi capacità fatta di tanti piccoli componenti, ognuno acquisito al proprio ritmo e dimenticato al proprio ritmo, una volta che sono stati esercitati nell’ordine giusto e con la giusta dilazione.
La lingua ne è l’esempio più grande e meno indulgente. Non è l’unico.
Ne stiamo costruendo altri due. La musica, che copre la lettura a prima vista e la tecnica strumentale. E gli scacchi, dove i componenti sono schemi posizionali invece che parole, e dove la distanza tra conoscere un principio e giocarlo con l’orologio che corre è esattamente la distanza che questo sistema esiste per colmare.
Arrivano entrambi dentro lo stesso abbonamento, senza costi aggiuntivi, tenuti a tutto quello che è scritto sopra. Se hai un abbonamento mentre vengono costruiti, sei tu il motivo per cui vengono costruiti.